SISTEMA DI ACCOGLIENZA

Come funziona l’accoglienza dei rifugiati in Italia?

Primo e secondo livello

Parallelamente alle politiche migratorie, si realizza nel nostro Paese un sistema di accoglienza articolato su due livelli: prima accoglienza, che comprende i cosidetti Centri di Prima Accoglienza (CAS), e seconda accoglienza, in cui rientra il progetto “SAI” (Sistema di accoglienza e integrazione).

Maggiori informazioni sui numeri nazionali riferiti all’immigrazione sono disponibili sul sito del Ministero dell’Interno.

L’accoglienza all’interno del SAI è dedicata a:

  • richiedenti protezione internazionale;
  • titolari dei permessi di soggiorno protezione speciale;
  • titolari di protezione sociale;
  • vittime di violenza domestica;
  • vittime di calamità;
  • vittime di sfruttamento lavorativo;
  • migranti cui è riconosciuto particolare valore civile;
  • titolari di casi speciali;
  • gli stranieri affidati ai servizi sociali, al compimento della maggiore età (prosieguo amministrativo).

Il Ministero dell’Interno stabilisce linee di intervento per realizzare l’effettiva integrazione dei beneficiari di protezione internazionale, con particolare riguardo all’inserimento socio-lavorativo, all’accesso all’assistenza sanitaria e sociale, all’alloggio, alla formazione linguistica e all’istruzione nonché al contrasto delle discriminazioni.

 

Leggi il rapporto annuale SAI pubblicato nel 2021, che fa riferimento all’anno 2020. Clicca qui.

SPRAR, SIPROIMI, SAI: COSA E' CAMBIATO

sprar: sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati
2002

Il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) è stato istituito dalla legge n.189 del 2002 ed è costituito dalla rete degli enti locali che, per la realizzazione di progetti di accoglienza e di integrazione, accedono al fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo.

A livello territoriale gli enti locali, con il prezioso supporto delle realtà del terzo settore, garantiscono interventi di “accoglienza integrata” che superano la sola distribuzione di vitto e alloggio, prevedendo in modo complementare anche misure di orientamento legale e sociale, nonché la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico.

2002

Sempre attraverso la legge n.189 del 2002,  il Ministero dell’Interno ha istituito la struttura di coordinamento dello Sprar: il Servizio Centrale di informazione, promozione, consulenza, monitoraggio e supporto tecnico agli enti locali, affidandone ad ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) la gestione.

 

2008

Nasce nel 2008 Cittalia, la Fondazione dell’Anci dedicata a promuovere e diffondere la cultura dell’accoglienza, dell’integrazione e della cittadinanza, contribuendo a rafforzare il ruolo delle città nell’attuazione delle politiche sociali di inclusione e integrazione.

2018

Il Decreto legge del 4 ottobre 2018 rinomina il Sistema di protezione per richiedenti asilo, rifugiati e minori stranieri non accompagnati (SPRAR) in SIPROIMI ossia: sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per i minori stranieri non accompagnati.

L’accesso al sistema è riservato ai titolari di protezione internazionale e a tutti i minori stranieri non accompagnati. 

2020

Il D.L. del 21 ottobre 2020 rinomina il SIPROIMI in SAI: Sistema di accoglienza e integrazione.

La nuova norma prevede l’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale oltre che dei titolari di protezione, dei minori stranieri non accompagnati, nonché degli stranieri in prosieguo amministrativo affidati ai servizi sociali, al compimento della maggiore età.

Possono essere accolti, inoltre, i titolari dei permessi di soggiorno per protezione speciale, per casi speciali (umanitari in regime transitorio, titolari di protezione sociale, vittime di violenza domestica, vittime di sfruttamento lavorativo), le vittime di calamità, i migranti cui è riconosciuto particolare valore civile, i titolari di permesso di soggiorno per cure mediche.